Allora... volevo ringraziare tutti coloro che, in questi anni, mi hanno mandato E-mail A CATENA, perchè grazie alla vostra generosità:
1. Il precetto cinese lo ripeto a memoria appena mi sveglio; 2. ho versato tutti i miei soldi sul conto di Amy Bruce,una bambina che è stata malata all'ospedale almeno 7000 volte (buffo che questa bambina abbia 7 anni dal 1995..);
3. il mio nuovo nokia di ultima generazione non è mai arrivato, e nemmeno biglietti con viaggo gratis per disneyland e nemmeno tanti soldi senza fare niente da parte di Bill Gates;
4. ho scritto il mio nome su una petizione con altre 7000 persone, e così ho salvato una specie già ESTINTA;foche assassinate, cani pecore maiali e company 5. ho saputo circa 1750 volte che hotmail avrebbe cancellato il mio account e messenger sarebbe divenuto a pagamento (cosa assolutamente fittizia, in msn c'è la pubblicita, per questo è gratis!)'idioti, non capire questo significa che dovete tornare all'asilo'!!!!; 6. ho speso 200 euro nell'arco di 12 minuti al casino on line GRATIS; 7. ho cercato di adottare dei cuccioli di golden retriver che sennò venivano soppressi, ma che in realtà non sono mai stati uccisi (e ora forse sono morti di vecchiaia);
8. mi sono mobilitato per il famoso sito www.bonsaikitten.com che, mortacci vostra è tutto una bufala;
9. conosco 1240 modi per essere felice e non più celibe per tutta la mia vita (basta scrivere il nome di una persona su un foglio, pensando forte a lei/lui e poi grattarsi il culo tre volte davanti allo specchio scoreggiando));
10. ho accumulato almeno 80000 anni di sfighe per via delle catene che non ho inoltrato;
A tutti un GRANDISSIMO RINGRAZIAMENTO...
SE LE PROSSIME EMAIL DI QUESTO GENERE LE STOPPATE VOI!!!
!!!!!!!!!IMPORTANTE!!!!!!!!!!!!
se non rinvii questa mail entro 4,5 secondi ad almeno 1500 persone, un dinosauro nano divorerà la tua famiglia e la tua anima gemella (anche se non l'hai mai trovata, ma sicuramente esiste) e con una scorreggia dopo essersi grattato il culo sotto un pino di casa tua trasportera i tuoi amici in una dimensione sconosciuta domani alle 17.34 –
guarda che è vero!! credimi, e' assolutamente tutto vero, se non ci credi sei senza cuore!!
non sto scherzando!!
SE ANCHE TU NE HAI PIENI I MARONI DI RICEVERE I SOLITI MESSAGGI A CATENA, PARADOSSALMENTE FAI GIRARE QUESTO!!!
4 ottobre 2008 Teatro Macallè Ore 21.30. Ingresso 8 €. di Sarah Kane Regia Tobia Rossi. Con: Elena Forlino collaborazione costumi e trucco Emiliana Illiani consulenza tecnica Alessio Piantanida disegni e grafica Cecilia Botta
Associazione Culturale La Città Invisibile
Ridotto soci Compagnia Max Aub 6 €.
Via Marsala 1/A, 15040 CASTELCERIOLO (AL) Uscita AL EST Autostrada TO/PC Telefono 3474513178 - 0131585001
Sono poche le figure che, come Sarah Kane, hanno segnato in profondità la letteratura teatrale di fine Novecento. Con la sua scrittura dal segno rosso sangue, così violenta e dolorosa, eppure traboccante di amore, col suo linguaggio scarno e spietato, con la sua stessa figura: controversa, integralista , lontana dal teatro borghese ma anche da una avanguardia “per modo di dire”. “Psicosi delle 4 e 48” è stato il suo ultimo testo, il più tragicamente autobiografico, una struggente e poetica lettera di addio al mondo, composta poco prima del suo suicidio, e andata in scena postuma.
Il nostro lavoro sulla “Psicosi” parte da una fuga dal realismo a favore di un approdo verso una dimensione onirica e magica. Attraverso un lavoro sul testo, con un occhio al resto della produzione della Kane e un altro alla sua biografia, la protagonista è stata concepita come una grottesca bambola meccanica, costretta in un corpo porcellanato e intrappolata in una precisa partitura fisica e vocale. Una creatura che sotto sorrisi zuccherosi e vezzi smielati nasconde un’enorme fragilità e un dolore lacerante, destinato però a restare inascoltato, sotto la maschera dell’”apparente star bene”, imposta da una società superficiale e omologante. Lentamente questa bambola , che passa con tranquillità da un ospedale psichiatrico all’altro, viene spogliata del suo involucro e lasciata letteralmente nuda, la bambola si rompe ed esce la donna, privata di tutto e solo allora, quando non le è rimasto più nulla se non il suo dolore, si prepara – in un rituale macabro e struggete - a prendere commiato dal mondo, un mondo spietato per cui lei è troppo fragile.
Un’interpretazione visionaria quindi, lontana dalla recitazione naturalistica e da facili psicologismi, il cui obiettivo è quello di restituire , attraverso un linguaggio teatrale allo stesso tempo ironico e crudele, tenero e violento, l’urgenza e la necessità dell’opera di un’artista rivoluzionaria e battagliera, con un’anima profondamente sensibile e poetica, quale era Sarah Kane.
Elena Forlino
Inizia il percorso formativo nel 2004 formandosi con Claudia Casolaro e Daniela tusa ( per cui recita in “Lisistrata”. Successivamente prende parti a diversi progetti come l’internazionale “Workshop teatro”, “Trigentagramma” diretta da Emiliana Illiani per il Teatro Civico di Tortona, “Le cognate” di Michel Tremblay e “Ubu re” per la regia di Tobia Rossi. Dal 2006 frequenta la scuola del teatro comunale di Alessandria, dove porta avanti la sua formazione parallelamente al percorso con Simona Barbero e Valentina Diana per cui partecipa a diversi progetti come “The jails”, “Gerbilli” e il recente “Sala D”, all’interno della rassegna “Mombaruzzo arte”. Prende parte a un seminario di Gabriele Vacis all’interno del progetto “R&J Links” presso la Cavallerizza Manica Corta del Teatro Stabile di Torino. Studia poi regia e drammaturgia cinematografica con Simone Scaffidi, realizza quindi i cortometraggi “ Lav – it – aes – og – no” e “Si salvi chi può”, piazzatisi rispettivamente al secondo e terzo posto al concorso “art&fun”.
Tobia Rossi
Studia presso la civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi, con Elizabeth Boeke, Tatiana Olear, Ambra d’Amico, Adele Pellegatta, Emanuele de Checchi, Paolo Giorgio, Maria Maderna e Renata Molinari. Collabora con il Teatro del Rimbombo per cui recita in diversi lavori e dirige “Il frigo” di Copi. Fonda l’associazione culturale “La città invisibile” per cui realizza “Ubu re” di Alfred Jarry. Porta avanti la sua formazione studiando con Maria Luisa Abate della Marcido Marcidorjs & Famosa Mimosa e con la regista Emma Dante. Frequenta il laboratorio di regia di “Teatri Possibili”, a Milano, dove studia con Amedeo Romeo, Monica Bonomi, Rosa Leo Servidio. Nell’estate 2006 è tra i finalisti al concorso Giovani Registi (Macerata ) con un progetto di regia su “Le baccanti” di Euripide. Come aiuto regia collabora con Corrado d'Elia per Novecento ( dicembre 2007 ), produzione Teatripossibili e con Maria Pia Pagliarecci per “Che fine ha fatto Baby Jane?” in cartellone al Teatro Crt di Milano ( giugno 2008 )
Sarah Kane ( 3 febbraio 1971 – 20 febbraio 1999 ) Sarah Kane è una voce senza compromessi del teatro di oggi. Nei cinque testi che costituiscono il suo breve arco creativo, prematuramente interrotto, crea immagini di grande forza che ricostruiscono fino al minimo dettaglio gli estremi di un paesaggio con rovine, in cui le persone si sopraffanno ed esercitano senza pietà ogni tipo di violenza l'uno sull'altro, come risposta a un generale disagio esistenziale. Accusata all'inizio della sua attività di puntare solo allo scandalo e alla provocazione, ha dimostrato invece di saper giocare su varie corde, mettendo in campo capacità notevoli di scrittura ed elaborazione stilistica. Erede autorevole di una linea rosso sangue della drammaturgia inglese, che affonda le proprie origini negli elisabettiani e nei giacobiti e che nel '900 ha avuto tra i propri fautori un altro autore controverso come Edward Bond, Sarah Kane ha indagato gli abissi del dolore e del desiderio, della speranza e della disperazione, creando un universo teatrale compatto eppure aperto a variazioni e cambiamenti, in cui la cupezza delle relazioni sociali vissute come incubo lascia spazio anche alla lingua delle vittime e concede loro, in tanto strazio, l'opportunità di affermare se stessi. La sua ricerca espressiva utilizza un linguaggio allo stesso tempo minuzioso e visionario, con violente liriche impennate, che sigilla la sua statura di classico della contemporaneità.
Stavo leggendo Repubblica.it guardavo le ultime notizie su Alitalia e l'occhio mi è caduto li su una notizia che non credevo fosse vera...pensavo di aver letto altro, non poteva essere lui morto, la persona che con i suoi libri mi ha fatto innamorare della Vespa, e mi ha fatto sognare che forse un giorno anche io avrei potuto intraprendere un viaggio a bordo della Mitica!!
Beh Giorgio Bettinelli è morto e questo è l'articolo dedicatoda Repubblica al grandioso scrittore.
E morto colpito da un'infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva con la moglie Yapei. E' stato l'ultimo grande interprete dei viaggi dell'avventura
"Ciao 5, come stai? Era tempo che non ti vedevo, ora faremo un po' di strada insieme". La prima volta che conobbi Giorgio rimasi scioccato: Bettinelli parlava con i numeri del contachilometri. Non solo: da uno che è andato dall'Alaska dalla Terra del Fuoco su una Vespa ti aspetti che sia una specie di Rambo e che sia un esperto meccanico. E invece no: Bettinelli era esile come un fuscello e di motori non capiva nulla.
E sembrava inattaccabile da tutto e da tutti. E invece no: pochi giorni fa Bettinelli è morto, colpito da un'infezione nel Sud della Cina, sulle rive Mekong, dove viveva con la moglie Yapei.
Insomma con la morte di Giorgio Bettinelli, che per noi aveva anche un sito speciale su Kataweb Motori, non perdiamo solo un giornalista, scrittore e viaggiatore, ma anche un personaggio da film, diventato noto al grande pubblico con il libro "In Vespa" (Edizioni Feltrinelli), dove narra il suo primo viaggio su due ruote da Roma a Saigon.
Solo lui poteva immaginare viaggi che poi lo hanno portato a pubblicare libri come "Brum brum. 254.000 chilometri in Vespa" e "Rhapsody in black. In Vespa dall'Angola allo Yemen". Il suo ultimo libro è stato "La Cina in Vespa", cronaca di un viaggio che ha toccato per la prima volta tutte le 33 regioni dell'immensa regione cinese.
Tutto cominciò per gioco, quando nel luglio del 1992 partì da Roma a bordo di una Vespa e nel marzo del 1993 raggiunse Saigon. Caricò ragazze, viaggiò con le ruote bucate, in tre, rischiò più volte la vita e non si fermò più: andò dall'Alaska alla Terra del Fuoco, da Melbourne a Città del Capo e poi dal Cile alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Asia e Oceania. Durante uno dei suoi viaggi Bettinelli è stato anche rapito da un gruppo di guerriglieri in Congo.
A noi piace ricordarlo così, con un pezzo di un suo racconto. Eccolo.
"Sto comprando una nuova bustina di tabacco da masticare in un negozietto che sembra vendere di tutto, dalle caramelle alle ventose sturalavandino, dagli articoli da ferramenta a quelli da farmacia, quando mi si avvicinano tre ragazzi vestiti con dei camicioni di altrettante gradazioni di grigio. Sono allegrissimi, non smettono un attimo di ridere e hanno gli occhi vellutati da un'inconfondibile luce un po' torbida, quella che si ha da “stoned”. Uno di loro, con una faccia che ricorda Errol Flynn da giovane e i capelli lucidi di olio dai quali si sparge all'intorno una zaffata di mandarino, mi porge la mano e dice “Hey, you are the italian with the Fespha, isn't it?”.
Rispondo di sì, senza essere troppo sorpreso del fatto che uno straniero diventi ben presto una celebrità a Nushki, tanto da essere riconosciuto per strada: in un villaggio piccolo e un po' fuori dal mondo, in Pakistan come in Indonesia o in Nicaragua, le notizie corrono alla velocità della luce, e qualsiasi presenza insolita è subito di dominio pubblico". (17 settembre 2008)
E' davvero tanto che non scrivo niente o che non posto qualche minchiata delle mie...ma sapete oltre alla vita on line, esite anche una VITA VERA da vivere e da affrontare. Vediamo di ripartire da dove ci siamo fermati.La macchina è arrivata il 29 luglio finalmente ed è un gioiellino!!! Il nome non l'ho ancora trovato ma col passare del tempo qualcosa mi verrà in mente!! 8 Agosto e quindi Notte Magica è stata festeggiata, come al solitoCarpeneto è stato travolto da molta gente e tanto casino, ma io non me la sono goduta per niente, ero troppo stanco, stanco per i miei pensieri e stanco per lo studio.
Agosto poi è passato senza troppi eventi significativi, cene con amici, fidanzamenti finiti dopo anni (e dico io meno male), e poi una mattina mi sveglio e toh siamo a Settembre!! E riinizia la routine, università per l'iscrizione, domanda di borse di studio ed esami. Tra tutto questo la nuova stagione radiofonica di Radio 2 la mia preferita. Sono tornati i Conigli, Caterpillar, gli Spostati e sfiga vuole anche 610 ma tra tutti questi programmi quello che mi ha più sbalordito è stato un nuovo programma alle 12.10...AMNESIA. La storia vera oppure no di Matteo Caccia.
Parallelamente all'attività teatrale, inizia a lavorare come inviato e conduttore radiofonico prima a Radio Popolare e poi a Radio2. Dal 2001 al 2006, conduce insieme a Federico Bianco la trasmissione "Aria Condizionata", all'interno del palinsesto estivo di Radio2. Nell'estate 2007, conduce, sempre su Radio2, la trasmissione Barabba, insieme a Lalaura.
L'8 settembre 2007 mentre si trova in teatro Matteo viene colpito da un'amnesia retrograda globale. Esattamente un anno dopo, nel programma Amnesia di Radio2, Matteo tiene un diario in cui ricostruisce i pezzi della sua vita.
Amnesia retrograda globale? Ogni volta che ci penso mi immagino come sarebbe svegliarsi e non ricordarsi più nulla di quello che è successo da ieri a 23 anni prima, non ricordare le persone, i luoghi, i bei ricordi. Doversi ricostruire una vita da zero dopo che per anni il cervello, l'anima e l'IO hanno accumulato odori che riportano ad un pensiero lieto o meno, ha ascoltato musica che riporta ad una persona, visto cose e luoghi, e assaggiato cibi e bevande. Non saprei come sarebbe ma non credo che vorrei che mi accadesse...a volte mi viene in mente che per un giorno vorrei provare un'altra vita, ma un solo giorno per poi tornare nella mia vita fatta di cose e persone belle e brutte.
A parte tutto questo....a voi come sono andate le vacanze? E voi vorreste svegliarvi una mattina dimenticando tutto?
TEMA DEL CORSO: diventare intelligente quanto una donna (quindi essere perfetti)
OBIETTIVO PEDAGOCICO: corso di formazione che permette agli uomini di sviluppare quella parte del cervello della quale ignorano l'esistenza.
PROGRAMMA : 4 moduli di cui uno obbligatorio.
MODULO 1: CORSO DI BASE OBBLIGATORIO
1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore).
2. la mia donna NON è MIA MAMMA (350 ore)
3. capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore)
MODULO 2 : VITA A DUE
1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore)
2. smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici (500 ore)
3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore)
4. non faccio pipì fuori dal water (100 ore, esercizi pratici con video)
5. riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta (1500 ore)
6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore)
7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore)
MODULO 3 : TEMPO LIBERO
1. stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi pratici)
2. digerire senza ruttare mentre lavo i piatti (esercizi pratici)
MODULO 4 : CORSO DI CUCINA
Livello 1 (principianti : gli elettrodomestici: ON = ACCESO - OFF = SPENTO
Livello 2 (avanzato) La mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola.
Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti.
Sono inoltre previsti dei temi speciali di approfondimento; a causa della complessità e difficoltà di comprensione dei temi i corsi avranno un massimo di 8 iscritti:
TEMA 1 : il ferro da stiro; dalla lavatrice all'armadio: questo processo misterioso.
TEMA 2: tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazione (anche le più basilari)
TEMA 3 : ultima scoperta scientifica : cucinare e buttare la spazzatura non provocano ne' impotenza ne' tetraplegia (pratica in laboratorio)
TEMA 4: perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei
TEMA 5 : il rullo di carta igienica: 'nasce la carta igienica nel portarullo?' (esposizioni sul tema della generazione spontanea)
TEMA 6: come abbassare la tavoletta del bagno passo a passo(teleconferenza con l'Università di Harward)
TEMA 7: perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas intestinali (esercizi di riflessione di coppia)
TEMA 8: gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti (testimonianze)
TEMA 9: la lavatrice: questa grande sconosciuta della casa
TEMA 10: è possibile fare pipì senza schizzare fuori dalla tazza? (pratica di gruppo)
TEMA 11: differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo (esercizi in laboratori di musicoterapica)
TEMA 12: l'uomo nel posto del passeggero: è geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia?
TEMA 13: la tazza della colazione: levita da se' fino al lavandino? (esercizi diretti da Silvan)
TEMA 14: comunicazione extrasensoriale: esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio non domandi 'in quale cassetto e di quale armadio?'
Acqui Terme - J. Ottolenghi ore 21.30 inizia il concerto di Jovanotti.
L'acustica per quanto non sia uno stadio da concerti è ottima, gente dicono sulle 4000 anche se ne aspettavano 10000. Arriviamo e riusciamo a metterci quasi davanti siamo al lato destro del palco.
Si inizia subito a cantare e ballare tra la gente e con la gente. Si muove nel buio tra le note della prima canzone Safari, con la giacca illuminata da piccole lucine. E' chiaro ormai da un po di anni che il Jovanotti che cantava "Serenata rap serenata metropolitana mettiti con me non sarò un figlio di puttana" è cresciuto e molto. Dopo il concerto con i miei amici ci siamo chiesti come faccia a cantare e a muoversi così tanto senza ritrovarsi a corto di fiato... Un vero cantante. Non ero mai stato ad un suo concerto e non conoscevo neanche tutte le canzoni del nuovo album e di quelli vecchi ma Lorenzo riesce a trascinarti con le sue note a farti ballare comunque anche se no sai le parole, a farti saltare come un matto con "l'ombelico del mondo" e ad abbracciare il proprio AMORE come fosse la prima volta quando senti che canta "A te". Per salutarci prima del bis finale e acclamato da tutti un omaggio a Domenico Modugno con Il Vecchio Frak avevo i brividi. Insomma LORENZO SEI UN GRANDISSIMO CANT'AUTORE ITALIANO E UNA PERSONA MAGNIFICA!
LA SCALETTA:
Safari/Penso Positivo/Temporale/Dove ho visto te/Una storia d'amore/Serenata Rap/A te/L'Albero/Tanto/Tribù che balla/Falla girare/Chissà se stai dormendo/Luna di città d'agosto/ Morirò D'amore/ Ti sposerò/ Gente della Notte/L'Ombelico del mondo/In orbita/Rimini/Fango/Mi fido di te/Mezzogiorno/Ragazzo Fortunato/Non m'annoio/Piove/Vecchio Frack/Come Musica.
MILANO - Quasi 24 milioni di persone hanno scaricato e installato il nuovo browser gratuito Firefox 3. Ai più sono, tuttavia, sfuggite le personalissime e particolari frasi di benvenuto del robottino di Firefox - ben celate dagli sviluppatori del browser. Infatti, se nella barra dell'indirizzo di Firefox 3 si digita "about:robots" (in italiano: "sui robot") sulla pagina compare l'androide di latta con gli occhi scintillanti accompagnato da un testo assurdo quanto enigmatico: "Gort! Klaatu barada nikto!: Benvenuti umani. Veniamo in pace. I robot non possono danneggiare un essere umano né, attraverso l'inazione, permettere che un essere umano venga danneggiato. I robot ne hanno viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. I robot sono gli amici di plastica con cui è bello stare. I robot hanno scintillanti fondoschiena metallici che non dovrebbero essere baciati. E hanno un piano." Le frasi, si è scoperto, sono tratte dalla letteratura e da alcuni film di fantascienza: "Gort! Klaatu barada nikto!", per esempio, è una citazione dal film "Ultimatum alla Terra" del 1951.
LO JODEL DI YAHOO! - Se poi vi trovate su yahoo.com e provate a cliccare col mouse sul punto esclamativo del logo Yahoo!, ciò che sentirete è lo jodel "yahoooooooo!" cantato dall'americano Wylie Gustafson. Nel 1996, il cantante, aveva composto, per conto di una piccola impresa - che in seguito sarebbe diventata una delle più grandi e conosciute su Internet - un motivetto, simile ai canti tirolesi, utilizzando la parola "Yahoo!", e aveva ricevuto la modesta somma di 590 dollari come compenso. La canzone è divenuta da quel giorno un vero e proprio marchio del portale Yahoo!, ed è stata utilizzata per tutti gli spot pubblicitari e le campagne radiofoniche e televisive della società. Wylie Gustafson citò, perciò, in giudizio Yahoo! per l'uso ininterrotto - dal 1996 ad oggi - da parte della società, dello jodel da lui creato. Le due parti raggiunsere in breve tempo un accordo extragiudiziario e a 12 anni di distanza la sua voce continua ancora ad allietare gli utenti del sito.
I NINJA DI GOOGLE READER - Anche in Google Reader, uno tra i tanti software specializzati nella aggregazione di feed da varie fonti, si nasconde una sorpresa: se entrate nel vostro account su Google Reader e provate a digitare questa combinazione di tasti in sequenza: "freccia su - freccia su - freccia giù - freccia giù - freccia sinistra - freccia destra - freccia sinistra - freccia destra - B - A", ovvero "↑ ↑ ↓ ↓ ← → ← → B A", il cosidetto "Konami Code", ecco che compare improvvisamente uno strano ninja nella parte del menu.
L'ARMATA DEI TEDDY-BEAR - Uno di questi originali contenuti, solitamente di natura faceta e del tutto innocua, che i progettisti o gli sviluppatori di un software nascondono nel prodotto stesso, è presente anche in Picasa, il programma gratuito di foto di Google. Premendo contemporaneamente "Ctrl + Shift + Y" la pagina verrà invasa da orsetti di peluche, i "Teddy Thomas". Ripetendo la combinazione ne appariranno sempre di più - una vera e proria armata. Come spiega il blog di Google, il "Teddy Thomas" appartiene al fotografo americano Noah Grey, che ha contribuito allo sviluppo di Picasa: «Un vecchio amico gli aveva regalato uno di questi peluche, che da 15 anni ha un posto importante nella sua vita».
IL COLLABORATORE NASCOSTO DI AMAZON - Chi è David Risher? E' stato il vice capo di Amazon, finchè nel 2002 decise di lasciare la società per andare ad insegnare nell'università di Washington. Fino ad oggi una pagina nascosta sul portale di Amazon.com ricorda il fidato collaboratore. Nella directory del sito (http://www.amazon.com/gp/site-directory/ref=gw_m_b_as), in fondo alla pagina e sotto la nota del copyright, c'è un'immagine trasparente che se cliccata rimanda al divertente sito web di congedo di Risher.
LE STRANE PAGINE 404 - Chi sbaglia a scrivere e, volendo digitare magari "corriere.it", finisce su una pagina inesistente (come per esempio http://www.corriere.it/404) si trova davanti la sobria comunicazione "Errore: la pagina che cercate non è stata trovata." Ciò può essere realizzato anche in maniera più criptica - e divertente.
Come hanno fatto gli sviluppatori di videogame "3D Realms" che mostrano - grazie a un generatore di combinazioni (http://www.3drealms.com/corriere) - delle "pagine non trovate" con straniate foto di collaboratori e programmatori al lavoro, mentre bevono il caffè o mangiano una pizza, e altri particolari dei loro uffici. Le immagini sul sito "40Fnord - Page Not Found" sono poi corredate da frasi senza alcun senso: "Devi incontrare un parente morto a Hongkong e procurari un peluche...". Umorismo da sviluppatore, appunto.
Elmar Burchia 28 giugno 2008(ultima modifica: 29 giugno 2008)
Dicono di me, che sono un bastardo, bugiardo e lo fanno senza un perchè… Dicono di me, che sono una strega drogata e truccata e piena di sè… E dicono di me, che sono una stupida frase da dire davanti a un caffè…
E invece no, nessuno sa. E invece no, nessuno sa. Che avrei soltanto l’amore per lei… Per lei che ha il nome di un fiore, per lei… Per lei..
Dicono di me, che sono una stupida frase da dire davanti a un caffè… Dicono di me, che sono un serpente con ali da diavolo e un cuore da re… Ecco perchè, nessuno sa. Ecco perchè, nessuno sa. Ecco perchè, nessuno sa. Nessuno sa….
Che avrei soltanto l’amore per lei… Per lei che ha il nome di un fiore per lei… Per lei che è l’unica al mondo, per lei… Per lei che è l’unica al mondo, per lei… Ed ogni raggio di luna è per lei… Ed ogni raggio di luna è per lei… Lei…
VIENNA (Austria), 22 giugno 2008 - L'avventura è finita. La Spagna ci batte 4-2 ai rigori e ci caccia dagli Europei. La magia di Berlino svanisce in una notte torrida viennese. Dopo 120' senza gol, sbagliano dal dischetto De Rossi e Di Natale, mentre Buffon illude parando il tiro di Guiza. La Nazionale volta pagina; i campioni del mondo escono di scena.
CONFERME - Donadoni schiera il modulo di Zurigo contro la Francia. Ma nel 4-3-1-2 le varianti sono a centrocampo, dove la Nazionale paga l'assenza di Pirlo e Gattuso. Il c.t. corregge con Aquilani dal primo minuto: il romanista a destra, De Rossi al centro e Ambrosini a sinistra. Poi dà ancora fiducia a Perrotta, trequartista alle spalle di Toni e Cassano. Conferma tutto anche Aragones: 4-4-2, con il solito centrocampo a quattro con Iniesta a destra e Senna appena dietro la linea.
SPAGNA LANCIATA - Gli azzurri partono alti e accennano al pressing che la Spagna limita subito. A ritmo lento, gli iberici ruminano gioco orizzontalmente, ma danno un'impronta più evidente alla partita. Al 9' Silva si accentra e libera un sinistro deviato e poi bloccato da Buffon. Nulla di trascendentale, ma prova evidente che è la Spagna a tenere in mano le redini del gioco. Dell'Italia il più ispirato appare Cassano. Il blucerchiato nel breve non ha rivali, ma ha poco appoggio, finendo vittima del raddoppio.
SOFFRIAMO - Al 18' si vede Torres; imbeccato da Iniesta penetra in area dalla sinistra, ma alza la mira. Sono segnali a cui l'Italia dovrebbe dare peso. Su quel corridoio gli spagnoli godono di libertà: Aquilani è troppo leggero e sente il peso della responsabilità. Al 19' ecco l'Italia. Il cross di Ambrosini dalla sinistra viene girato debolmente di testa da Perrotta; nessun problema per Casillas. Al 23' è ancora Ambrosini a spingere sull'acceleratore, ma sbaglia a scodellare subito per Toni, evidentemente attardato. Al gol si avvicina però la Spagna. Con Villa al 25': punizione tesa in mezzo a una selva di gambe, parata a terra da Buffon.
CASSANO CI PROVA - L'Italia sembra uscire dalla gabbia, ma manca l'uomo d'ordine e Perrotta fatica nel suo compito. Va meglio la Spagna che con Silva al 32' impegna ancora Buffon. Ma la cosa bella la fa Cassano al 36' su tocco di Ambrosini; il cross del barese per Toni è perfetto, ma il bomber non salta: occasione gettata al vento. La replica fa paura: al 38' Silva dal limite sfiora il palo alla destra di Buffon. La Spagna gioca meglio. Fatichiamo a centrocampo, dove De Rossi e Ambrosini sono costretti a lavorare per tre, limitando così le sortite sulle fasce di Zambrotta e Grosso.
MAGO CHIELLINI - Silva mette subito la firma all'inizio della ripresa, ma Chiellini gli dice di no con una chiusura da marpione. Il ragazzo della Juve fa gli straordinari e deve alzare la voce perché non filtriamo. Al 10' Torres gabba Panucci e mette dentro: ci pensa ancora Chiellini a metterci una pezza. Sembriamo vicini alla capitolazione. Al 13' Camoranesi entra per Perrotta. Ne avevamo bisogno come il pane, ed è proprio lui al 16' a far gridare al gol, evitato da uno strepitoso Casillas con il piede sinistro. La Spagna, con Fabregas e Cazorla (fuori Xavi e Iniesta) fa più possesso palla, ma ci siamo anche noi.
PIU' SQUADRA - Camoranesi ha dato ordine ed equilibrio. Al 29' Di Natale rileva Cassano, ma la Spagna torna a comandare. Al 35' Buffon respinge con una violenta punizione di Senna. Al 36' è invece il palo a salvarci, perché a Buffon sfugge la palla sul nuovo bolide del brasiliano. Noi ci proviamo ancora con Toni, ma a Luca mancano centimetri. E al 38' l'impeto dell'inguardabile bomber toglie a Grosso la palla-gol per eccellenza sul cross di Di Natale. Esce Torres ed entra Guiza e gli ultimi minuti sono di furore. Ed è Zambrotta a salvare la patria al 93' anticipando Villa.
BRIVIDI - Supplementari ed è subito thrilling, perché al 3' Villa conclude a lato d'un soffio. Ma al 5' per due volte ci avviciniamo al gol: prima Marchena anticipa Toni, poi Di Natale sfiora di testa. E ci mangiamo le mani, perché a conti fatti le occasioni più nitide sono le nostre. Lunghe e disfatte, le squadre si affidano a istinto e passione. Ma tocca anche a Del Piero, dentro per Aquilani al 108'. Loro ci provano di più; Buffon salva su Villa: soffriamo troppo e al 120' Cazorla sciupa a lato il diagonale che consegna la sfida ai rigori. E questa volta la Spagna non fallisce.
Il ministero della Pubblica Distruzione ha sostenuto l’esame di immaturità ed è stato promosso a pieni voti in entrambe le materie: superficialità e ignoranza. Davvero originale l’idea di scegliere per il tema di letteratura una poesia di Eugenio Montale dedicata a un maschio, chiedendo agli studenti di commentare «il ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile». Eppure, prima di assegnarla a centinaia di migliaia di maturandi, sarebbe bastato compiere un piccolo sforzo: leggerla. «O vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua».
Raminghi. Non raminghe. È così che la scuola italiana va a ramengo. Raminghi: plurale maschile. Una nozione da terza elementare, quindi alla portata persino di un funzionario della commissione ministeriale. Ma anche un ripetente cronico avrebbe potuto scansare la figuraccia, se solo avesse avuto l’audacia di leggere la nota che accompagna la dedica della poesia («a K.») in tutte, dicesi tutte, le raccolte antologiche: «K. è il danzatore russo Boris Kniaseff, che Montale conobbe a Genova, dopo averlo ammirato al Teatro Verdi». (I Meridiani, pagina 1070).
Qualcuno ha avvertito il tipico olezzo della censura: un funzionario con le lancette ferme al 1950 che modifica la poesia di un maschio (etero) sul fascino di un altro maschio, trasformando il ballerino in ballerina. Invece l’unico odore che trapela è quello della sciatteria. Dietro la topica dell’anno non affiora un Catone, ma un Pigrone. Una persona ignorante, superficiale e frettolosa, che ha svolto il suo compito senza cura né rispetto. Ed è proprio questo il punto. Da tempo abbiamo rinunciato alla speranza che la scuola trasmetta ai ragazzi la cultura. Però continuiamo a pretendere che insegni loro, con l’esempio, un po’ di umanità. E un uomo che vive e lavora nella trascuratezza non è un uomo. È un parassita o un frustrato: in entrambi i casi un morto dentro.
Certe derive vanno fermate prima dell’irreparabile. Prima cioè che ci tocchi rileggere un comunicato come quello diffuso martedì sera dal Quirinale, dove qualche funzionario ha messo in bocca all’ignaro Napolitano una frase di condoglianze per la morte dello scrittore Mari